VIADALFREDDO
quarta di copertina
In questa raccolta convivono diverse esperienze, diversi percorsi, diverse intenzioni, e queste diversità contribuiscono ad animare un paesaggio che chiede ancora di essere indagato per intero, anche se per numero di presenze e loro dislocazione nel territorio regionale le voci qui riunite sono d'una rappresentatività indubbia.
Quello che accade altrove per alcuni versi si ripresenta puntuale, né potrebbe essere diversamente, in questa regione. È arduo sostenere che Pasolini, pur citato in ogni occasione, abbia fatto scuola in Friuli, e lo stesso si può dire per altri grandi come Marin o Giotti che non sono diventati “maestri” per le ultime generazioni, né si è costituito nelle università locali un laboratorio per la critica, nonostante iniziative personali di valore, in grado d'essere comune riferimento.
Tante strade dunque d'accesso alla scrittura, altrettante sensibilità e modi pressoché infiniti d'intendere quel tu dichiarato o tacitamente con/in-vocato e che si rispecchia o domanda o anche apparentemente si sottrae, perché razionalmente ci si nega l'illusione di comunicare. E poi, sempre, l'interrogazione se quel “comunicare” infine basti, se invece “scrivere” risponda ad altre istanze di più difficile definizione. Ma l'utopia è lì, nell'immaginare la parola come il luogo della possibilità, della fioritura dell'ossimoro, dell'infinito estendersi mentre si trattiene, dell'entrare in sé e dell'uscirne per rischiare l'ignoto, ciascuno sperimentando la propria cifra, tutti diretti chissà dove ma tutti convintamente via dal freddo .
Marina Giovannelli.
VIADALFREDDO - HOME
VIADALFREDDO - QUARTA
VIADALFREDDO - INTRODUZIONE CRITICA VIADALFREDDO - CREDITS
VIADALFREDDO - INDICE