Critica
su Stefano Wulf

 

INDICE - INDEX

 



 

 

 

FRAMMENTI DEL FANTASTICO E DEL FILOSOFICO (critiche e commenti).

19 POESIE SITUAZIONI da Biblioteca civica (nota introduttiva).

VENTO,SCHEGGE E BULLONI -viaggiavo tra- (critiche e commenti).

 

CRITICA
CRITIC
CRITIC

 

 

 

 





FRAMMENTARE COME CANCELLAZIONE COSCIENTE

...ma cosa ho scritto?!
Con questa domanda Stefano Wulf, chiude "la scrittura" dei suoi racconti...
Cosa ho scritto? O cosa stavo scrivendo!...

Un interrogativo che rimane sospeso, per determinare "l'abitare", l'abitazione esterna dello scrittore: lo "scritto" o la "scrittura"...

Quest'ultima che ritorna e ritornerà per sempre, nell'insegna di costruire un nido, basato sulla parola, che a volte si trasfigura nell'ansia dell'"esistere"... un ritorno, dall'amarezza della vita, dalla sua solitudine, dalla sua sofferenza... e la "scrittura" in quei concetti lontani e difficili, che Stefano Wulf cerca, lentamente, di pescare e penetrare nel loro spazio di grande calore, ed il loro "recinto", perché la "scrittura"/"poesia" come intuisce Renè Chars - è:" Quella scoperta di un mondo che ha bisogno di essere esplorato"(...).

Da questo la scelta dell'autore, un titolo per i suoi racconti, questo titolo significativo, dei frammenti completi ma incompiuti nello stesso momento, "Frammenti del fantastico e del filosofico".

Lasciando al lettore la possibilità di completare l' incompiuto / il frammento, lasciando innanzitutto, ai racconti/frammenti lo scopo del completare, come se fosse l'obiettivo stesso di questa "scrittura", ed il titolo in fin dei conti è solo la soglia o un "aperitif"/ un "aperitivo" come lo vuole chiamare Roland Barthes.

In una logica della critica, ciò che è frammentato, è una cancellazione cosciente da parte dello scrittore. Frammentare per Stefano Wulf è l'opera della sua "scrittura", ciò che esercita facilmente, per inclinare il racconto nella poesia, perché basta l'accenno e il non dilungarsi "della scrittura".

Stefano è anche un poeta... che lavora su certi temi della poetica nel suo rapporto con il visivo o con la pittura.

Un poeta esaltato dalla "parola" da tanto tempo... è uno scrittore di racconti/prosa, come ci rivela nel suo libro...

In questa premessa breve, per gli interessati all'autore e al suo lavoro, si nota chiaramente che la creazione artistica ha un grande valore, ed è il suo segreto, ed è il compagno vero nella maggior parte del suo tempo (oltre ad altre persone).

Questo cimentarsi sulla strada della "scrittura" e della "pittura" è il simbolo, che non sono un margine di un "hobby", ma ottengono un posto centrale nel progetto della sua vita... indubbiamente la creazione è il "padrone" della lingua nel corso dei giorni e delle notti...

E la persona non può che essere se stessa.

Torniamo ora, ai "frammenti...", dove lo scrittore si pone delle domande, suona delle campane e smuove le acque stagnanti...

La "scrittura", per Stefano, come lo si intuisce dai suoi racconti, o dalla copertina del libro, è la possibilità di mettere in confronto due entità, ovvero, la possibilità di uscire dall'entità umana/individuale e far entrare l'"altro" "oltre" nella sfera dello "scrivere"...

Lo "scrivere" non è un' "abitazione", dove l'autore può rimanere statico e quieto, sua la ricerca dell' "altro", ciò che è "impossibile", che cerca di scoprire anche da lontano, e violare la sua "sacralità"...

Tuttavia, se la "scrittura" vuole avvicinarsi all' "impossibile" o la "scrittura" che si avvicina alla "scrittura", allo scrittore è chiesto di uscire dalla sua sfera personale, e far entrare l' "Altro"/"oltre" in questa sua sfera...

L'esperimento della "scrittura" per Stefano Wulf, si muove all'interno della letteratura fantastica e di fantascienza...

Secondo Todoro V.T. che si riferisce ad una varietà della letteratura, ad un genere letterario ben definito.

E non entrerò in merito ad una analisi del genere letterario già citato, perché non è il momento adatto, né il posto opportuno, ma dirò con Maurice Blanchot, che l'importante è il libro, lontano dai generi letterari di cui fa parte, prosa, poesia, romanzo... ed ogni libro non appartiene più ad un genere, ma rivela solamente la letteratura...

Nello stesso momento è un compito arduo, quello di poter classificare la "scrittura" di Stefano Wulf, in una rubrica chiara, perché a volte sfugge alla maggior parte degli schemi, per dichiarare la "passione" nei confronti della "parola" e le sue sfumature pensate o non pensate... a volte si trovano dei brani che contraddicono altri, perché lo scopo è non cadere nello schema predefinito...

Questa posizione della "scrittura" e del "genere letterario" e di se stessi, secondo me, lascia la "scrittura" libera e scaturita, attraversando delle vie normali e sicure verso l' "impossibile"....

E' una lingua trasparente penetrata da una complessità voluta, creando un patto con l'idea, per raggiungere qualcuno o qualcos' altro... una lingua che costituisce l' "essere" di Stefano Bulfone, per avvicinarsi all'"impossibile"...

 

 

Abdellatif Deroui.

 

 

Stefano Wulf
FRAMMENTI DEL FANTASTICO E DEL FILOSOFICO
L' AUTORE Firenze Libri.
1997. Prezzo 19.000

 


 

 

Hanno inoltre scritto sul testo sopra presentato:

 

 

Un libro di spazi infiniti e di intimi tormenti, affascinante ed originale, con questo libro l'autore ci fa conoscere dimensioni fantastiche seguendo il filo delle nostre domande interiori.

Marco Vittorio (libraio).

 

 

Il racconto non può solitamente prescindere dal calarsi in determinati contesti spazio-temporali, e dall' affidarsi ad attori intesi come esseri storici.Ma col dire "solitamente" si accetta, si concede, di logica, una libertà che non è propriamente un' eccezione. Ed è in questa libertà che i "Frammenti" vanno a prendere forma, una forma che rifugge da qualsiasi contatto con la materia, con la sua storia. Stefano abbandona la prospettiva, la tridimensionalità, l'oggetto, per rappresentare invece la pura, cristallina idea: lo spazio, il tempo, le percezioni degli uomini, le tensioni emotive ed intellettuali, privati di personalità e contesto, vengono sospesi ed elevati a paradigmi, categorie, teche vuote dove ognuno è investito (obbligato?) a mettere il suo.

Gigi Patruno (musicista).

 

 

Lo stile di questi frammenti nasce dall' insieme di relazioni tra idee-contenitori (Vuoto, Tutto, Tempo..). La trama è già predisposta dall' autore, il senso è inflitto dal lettore che si costringe a riempire le forme di un suo personale significato.
Chi legge questi racconti è quindi condannato a pensare.

Paolo Pellarini (naturalista)

 


 

 

FRAMMENTI DEL FANTASTICO E DEL FILOSOFICO...

...BULFONE HA SUPERATO IL BATTESIMO DEL FUOCO.

 

Sei racconti in bilico tra elucubrazioni immagignifiche, ricerca di certezze esistenziali - "superiori" e ipotesi sul futuro prossimo, con un occhio al passato ancestrale dell'umanità.

Sei racconti intensi, vivaci e ben diversificati, accomunati da un pregio scrittorio, quello di iniziare con una scrittura e dei periodi tali da stimolare la curiosità del lettore sin dalle prime parole.

I testi risultano curati con notevole efficacia. Di questi racconti, "LETTERA DA UN FUTURO" è sicuramente quello meglio riuscito ( che da solo potrebbe costituire la trama di un romanzo fantastico alla stregua di "L'ombra dello scorpione" di Stephen King , a proposito, chissà se l'autore l'ha letto o ha visto la versione televisiva!?), poi viene "LA STATUA" con un finale davvero sorprendente e "INTELLIGENZA TOTALE", una osmosi tra sacro e profano. Come prima vera esperienza letteraria, il libro passa sicuramente il battesimo del fuoco!

Ugo Falcone.(radioconduttore).

 

 







NOTA INTRODUTTIVA per la raccolta di poesie "19 POESIE-SITUAZIONI da Biblioteca civica".

 

"…E' un compito arduo, quello di poter classificare la "scrittura" di Stefano Wulf in una rubrica chiara, perché a volte sfugge alla maggior parte degli schemi…" (A.Derouì, 1997).

Dunque interessarsi alla scrittura -ma anche alle opere di arte visiva- di Stefano Wulf è sempre una esperienza strana. Infatti si tratta di un autore che se, da un lato, fornisce al suo pubblico alcuni appigli interpretativi costanti, dall'altro è capace sempre di spiazzare anche i suoi più assidui frequentatori. Una pluriennale attività artistica gli ha permesso di sedimentare un sistema di concetti (corredato da simboli e da metafore a cui viene affidata la trasmissione e la comunicazione sintetica degli stessi), una serie di linee tematiche, una serie di strumenti tecnici ed espressivi che, nel loro complesso, sono ormai giunti a delineare uno stile personale; e questo fatto ci rassicura nell' incontrare e nello sperimentare la sua produzione.

Però Stefano Wulf è operatore eclettico, scivola tranquillamente da piano a piano, da tematica a tematica, da tono a tono. Si impegna, ad esempio, nel creare contemporaneamente lavori caratterizzati da forte spessore filosofico e opere che dissacrano questi stessi lavori come pure il meccanismo sia intellettuale sia creativo che soggiace loro.

Ho avuto la fortuna di assistere in prima persona a come questo artista lavora: per qualche minuto si applica con grande impegno e sofferenza… …si ferma… …poi si riposa… …scatta infine per creare l'antitesi ironica e dissacratoria del prodotto a cui poco prima stava dedicando tutto se stesso, riprende allora la via faticosa del lavoro precedentemente lasciato in sospeso e solo in apparenza più serio e più importante. Se parliamo di arti visive, vediamo come si adopera per ore su una tela di cui ha programmato ogni momento esecutivo (rigore progettuale) e il suo adoperarsi viene interrotto dallo schizzo di una caricatura o di un bozzetto che daranno vita a giochi-opere la cui funzione essenziale è autocritica, autoironica e soprattutto antiromantica. Se parliamo di letteratura, vediamo come si adopera per ore e ore a cesellare le pagine del suo ultimo racconto e il suo adoperarsi viene interrotto dall' epigramma o dal gioco di parole così da spezzare la tensione, così da svuotare la scrittura da ogni pretesa troppo seriosa.

Stefano Wulf è indubbiamente un autore contraddittorio, alla ricerca di una soluzione che dia la sintesi dei molteplici fattori che producono in lui attrito e sfasamento; fattori artistici, filosofici, politici. Ma la realtà è di per sé molteplice e contraddittoria, così che la lotta del nostro autore risulta persa in partenza. Importante per noi, suoi attenti lettori e fruitori, è che egli non rinunci mai a continuare a combattere questa sue battaglie interiori; infatti i frutti che nascono da questa sua guerra, da cui non può che arrivare una sconfitta preannunciata, sono veramente interessanti e artisticamente validi.

E come ho già scritto nel giugno del 1998 per introdurre la Ambientazione/Narrazione "ENERGIE VITRALI / ENERGIE VIRALI" di Wulf ( lavoro che ha riscontrato un buon successo sia di critica -Prima pagina de IL GAZZETTINO - sia di pubblico ), non posso che riconfermare che "…nell'ambito del panorama friulano dei giovani emergenti, ma non solo, che si cimentano nelle arti letterarie e nelle arti plastico-visive, volenti o nolenti bisogna necessariamente affrontare, per lodare o per biasimare, per criticare o per condividere, il percorso di ricerca iniziato da Stefano Wulf. Non fare ciò significherebbe omettere per miopia un tassello importante dell' esperienza artistica friulana contemporanea".

Con questa breve raccolta tematica di 19 pezzi poetici per l'ennesima volta Stefano Wulf ha spiazzato i suoi lettori affezionati, seguendo il piano dell' ironia, della critica, dell' autocritica, del gioco letterario e soprattutto della fustigazione dei costumi e delle abitudini di quel variegato universo composto dai frequentatori assidui delle Biblioteche pubbliche, universo in cui, del resto, si colloca anche l'autore.

Per coloro che invece per la prima volta ne gustano la scrittura, rimane l'avvertimento che questi 19 pezzi sono rappresentativi di un unico e preciso genere fra quelli in cui Bulfone si è cimentato e si cimenta tutt'ora; un assaggio gustoso e beffardo dell'eclettica e variegata attività letteraria di questo autore friulano.

 

Sergio San Isìdro.

Barcellona 1998.






VENTO, SCHEGGE E BULLONI: è la poesia di Stefano Wulf

Prosegue la collana di poesia contemporanea edita e curata dal C.d.S.A. Espressione Est di Udine con la pubblicazione di un nuovo quaderno per il 2002.
E' stato editato e presentato al pubblico udinese con un happening multimediale la raccolta-saggio di Stefano Wulf (www.wulfart.net) intitolato "VENTO, SCHEGGE E BULLONI -viaggiavo tra-".
Il quaderno contiene cinquantaquattro testi poetici e trentadue brevi prose che compongono una sorta di cornice che unifica tutti i versi.
Come leggiamo nella "biografia seria ma non seriosa" in terza di copertina Stefano Wulf è lo pseudonimo artistico di Italo Furlano, pseudonimo sotto cui si cela Stefano Bulfone, operatore artistico politico udinese che ha già compiuto alcune incursioni nel panorama della letteratura e delle arti visive del Friuli.
Nel volumetto troviamo pubblicata anche una "anti-introduzione" con cui Stefano Wulf delinea in alcuni punti le idee e gli intenti di riferimento rispetto ai versi presentati.
Ma degli aspetti teorici riferiti dall'autore in questa sede poco ci interessa. Infatti gli elementi che in primo luogo colpiscono il lettore che affronta questo "vento", queste "schegge" e questi "bulloni", a prescindere dalla visione e dai gusti soggettivi, sono diversi e non inquadrati da Wulf.
Innegabilmente è un volume di poesia che può catturare il lettore come ormai sa fare al giorno d'oggi solo la narrativa, in altre parole lo si legge la prima volta tutto d'un fiato.
Ciò perché la scrittura dell'autore contiene sia una valenza poetica sia una valenza filosofica e l'intreccio di queste sortisce un effetto narrativo.
Per questo in apertura scrivevo di raccolta-saggio.
La valenza filosofica è fortemente sorretta dalla cornice in prosa che accompagna come una cartina topografica il lettore lungo -come scrive Wulf nell'antiintroduzione-"Un percorso di crescita e sviluppo emozionali e intellettuali che non vuol essere il Percorso per antonomasia né viene presentato come tale.
Una opzione fra tante, fra tutte quelle immaginabili".
Inoltre il catturare il lettore in questo modo è dato sicuramente da altri fattori: la capacità di spiazzare ad ogni nuovo componimento tramite slittamenti stilistici e formali ottenuti in modo non accademico, non artificioso; l'ironia e l'autoironia che emergono in punta di piedi ma ineluttabilmente in certi passaggi; la linearità e -in certi casi- la apparente semplicità del linguaggio e delle strutture sintattiche che aprono paradossalmente il campo a notevoli slittamenti sul piano della multisignificazione.
Sicuramente in questi anni di dominio in alcuni settori di poesia quotidiana e minimalista, in altri di poesia neoermetica, in altri di poesia ormai pseudo-sperimentale e ironicodissacratoria, Stefano Wulf ha trovato il coraggio di volare alto, di trattare certe tematiche che una volta -aristotelicamente- avremmo definite "metafisiche".
L'io narrante con arroganza e superiorità si pone ad un livello divino per dare il via ad una nuova genesi:"l'hanno votato e creato simbolicamente/sfidando tredici e più versi/e sette, mai più, giorni di genesi perse,/divinità monoteiste e DieNneitA' sparse/" (poesia II).
Ed è così che scopre pian piano l'impossibilità del suo progetto, divenuto da personale inevitabilmente collettivo.
Il fallimento si pone pian piano su vari livelli: individuale, sentimentale, storico, filosofico, artistico, politico, sociale. Ma ecco che comunque, ad ogni fallimento il soggetto esistente si ritrova a dire sempre e inesorabilmente il suo si alla vita che è"Un aut aut maledet ch'an clamât sintetic in mût/jèssi al mont." (poesia I).
E siccome dopo tutto il percorso risulta "inevitabile pervenire, ritornare, rimanere invischiati al nodo d'acciaio, gordianamente impossibile, indissolubile, oltre ogni scontro e confronto o connubio, l'alternanza dialettica, il primum di ogni cosa" (prosa pre poesia LIII), a quella che è in sintesi l'essenza storica dell'esserci umano, di fronte al divenire e alla morte non rimane che scrivere che "..è un attimo/che si chiude/si spegne/si fa/puro atto compiuto/un flash di cui assaporiamo/l'amara e sintetica fine." (poesia LIII).
Di grande pregnanza l'ultima poesia (LIV) con cui, dopo aver precedentemente rinnegato tutto (poesia LII), l'io narrante chiede scusa ai lettori ma rivendica per una piccola parte di sé, una piuma ancora in volo, qualità taumaturgiche e salvifiche:"..di me, pazzo che//"Non conoscendo osò/-goffo nel volo-/spiccare al balzo"//-Novello epigono d'un icaro platonico-.//Chiedo perdono a voi,/ancor oggi, sia pur se/inspiegabile.. e inaspettata.. -mente/a quella piuma ribelle/si ritrovaron con le unghie/molti aggrappati fra noi.
Da leggere perché è un tassello importante della nuova scena friulana, se apprezzare o meno è un altro discorso. Sicuramente l'intera struttura dell'opera sorregge alcune liriche che singolarmente prese risentirebbero di alcuni elementi composti un po'ingenuamente. Altre, singolarmente prese, ottengono un risultato tale che meriterebbero una trattazione analitica e una lettura critica espressamente dedicata.

S.S. Isìdro,
Barcellona 2002.

 


 

Autori Vari

CRITICA su Stefano Wulf

Diverse pubblicazioni

Italia, 1992 - corrente anno.

 


 



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