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MISCELLANEA In queste pagine della sezione poesia potete trovare componimenti, testi, poesie e nonpoesie di Stefano Wulf pubblicati negli Anni Novanta. ... le solite baggianate spante in questo mondo da un adolescente brufoloso in preda a sbalzi ormonali... ...abbiate compassione. |
SEZIONE POESIA
NUMERI-INCOMUNICABILITA'
Numeri corrono
quelli in fondo alla data
i più pesanti
i più ingombranti
e ti vedo, ti sento
ancora come prima,
certo vicina
ma c'è un sottile velo,
muro invisibile
quasi leggero,
un muro duro
che opprime
non solo
il nostro amore.
E' contro la mia volontà
ma sono impotente
è il muro dell'incomunicabilità
TOTALE E PRESENTE
MI SEDETTI!
Entrai nel locale verso le 10 & 30 pm,
lontano anni luce da un pirla qualsiasi
col mio spolverino verde muffa, al bancone
mi sedetti!
Certo, dopo quell'affare con i tedeschi
DM a non finire, ormai in città ero qualcuno
e me ne accorsi quando mi sedetti!
Tutti i presenti si voltarono, 10 & 31 pm,
e per rispetto salutarono e mi sorrisero,
appena mi sedetti!
Ordinai una grappa liscia, tremila & basta,
e me la scolai d'un fiato, poi una sigaretta
ch'era poco che mi sedetti!
L'atmosfera della serata era più allegra del solito,
mi guardai in giro, mi salutarono, amici e non,
pensai: "forse in un buon posto mi sedetti".
Mi alzai che sembravo uno dei film di S.L.,
con quel mio fantastico spolverino, da figo,
sgualcito perché mi sedetti!
Appena uscii si alzò una grande e crassa risata
dai tavoli di quella bettola,
mi voltai e scoprii
- grossa macchia appiccicosa punteggiata da canditi -
che, vacca boia, proprio su una cassata squagliata
MI SEDETTI
L'OSSO
Ieri ho trovato
un bell'osso
giù, sotto nel fosso.
Era bianco e un po' sporco
però proprio grosso.
Sette, otto, ottantotto
tutto un cesto pieno
ne vorrei avere tipo 'sto osso!
Perché io sono un cane
cane grande e grosso
e mi piace tanto l'osso.
DEFINIZIONE ARCANA
Sperimentai a lungo
varie cose e molti mestieri
ma niente faccio volentieri.
Ci fu l'illuminazione, allora
e sotto quei forti neon dell'interrogatorio
- sospetta truffa e traffico stupefacenti -
coniai per me la definizione arcana
e dissi fiero:
"DALLE MIE PARTI
ARTISTA
MI SI CHIAMA!"
Queste mie parole,
eroiche e sprezzanti,
lasciarono muti e interdetti
i piedipiatti interroganti
i quali,
per ricambiar la mia arguzia verbale
la bocca tennero chiusa
e cazzotti belli pesanti fecero volare.
Risultato finale
del fracco di botte:
gran ematoma facciale.
e dieci costole rotte.
"PREMETTO",poesia conclusiva per la solita serata letteraria con gli amici a cui scrocco il bicchierino.
Premetto!
che mi dicon poeta
e invece io scatto
dicendomi ladro ed esteta.
Poemetto!
a dimostrar ciò io voglio
per lei, messere, cantare, ponendo
così il mio lavoro al severo suo vaglio.
Rimetto!
agli altri signori, messeri
- anche se zotici o donnaioli -
giudizio sull' opera e allori.
Corretto!
attenzione il caffè lungo da prendere
per reggere questa canzone
se volete nel sonno non scendere.
Verdetto!
della giuria, un'altra,
di solito è questo:
genialità criminale e furbizia assai scaltra.
Sconnetto!
con questo poetare
le vostre menti dal continuo osservare
e passo tra voi i portafogli a rubare.
Maledetto!
questa parola voi urlerete
poiché scoprirete che già son passato
e la pecunia ormai l'è bella in sacheta
la mia
e tanti saluti dal vostro, scappato poeta!
Ah, sì, un'ultima cosa!
Pochi lamenti e molti mea culpa
perché io, per nulla scorretto
ch'ero ladro
palesato l'avevo, al mio primo versetto.
MARMO.
Marmo con venature rosa, anzi rosse, vive
vive come il sangue che pulsa
preme e scorre.
Scivola sul marmo levigato
senza trovare ostacoli fino al bordo
e inizia a sgocciolare sul pavimento lordo.
Impregna i forti legacci
che han trattenuto le membra
una volta vive e ora
solo produttrici d'ombra.
E scorre ancora, dal bordo al pavimento,
gocciolando perpetuo, sembra tormento,
e giunge coagulandosi lentamente
al tombino buio e tremendo.
Sazierà topi e batteri
e sarà di nuovo vita.
Ma parte di quella forza
è rimasta in quel marmo
che è un po' vivo e ancora assetato,
lo capisco dal suo sguardo.
LIQUIDI ROSSI
Liquidi rossi
mascherano il campo visivo
immaginario.
Scorrono caldi
la tonalità varia
ma è sempre rosso.
I miei, in questo periodo
son sogni di sangue
ma di vita o di morte
non so.
Forse ancestrale
risale l'istinto
cannibalesco.
O forse ho bisogno
d'unione con lei
che è, pur piacevole,
fatto di sangue.
E ancora
liquidi rossi
mascherano il campo visivo
e l'animo langue.
IL MIO PIEDE
Il mio piede piede?
fa sesso sesso?
perché
è bello liscio
concavo e convesso.
Io poi al mar faccio faville
con il piede
attiro il fior fior delle fanciulle.
Sì, gli dovrei dir proprio grazie
però c'è un però,
o un pero non lo so,
avrei un desiderio:
raffreddate le fanciulle,
quelle belle!
Un' orda di pensieri mi percuote sconvolgente
mi frusta e mi distrugge la mente.
Un'orda maledetta, barbara
di cani, bestie e uomini
dalla natura reietta:
idee pesanti e selvagge
organiche, sistematiche ma caoticamente organizzate
- bastarde, malate, rubate -
frustate dalle analogie, sferzate dalle conseguenze
dialettiche interminabili dalle sintesi deprecabili:
- paternità di INPUT: nulla! -
E l'orda avanza, orda, orda
non c'è legge né regolamento
vigon solo ordalia e orda.
Un' orda maledetta che fa il nulla dietro sé,
estirpa, corrode, deflagrano le prove,
i percorsi sicuri del puzzle mentale
costruito a fatica, nel bene e nel male.
Estirpate le querce, sviluppi sicuri e certezze!
Crollate le torri, baluardi oramai assurdi!
Rovinate le colonne, bellezza e bontà perse.
E viaggiano per le mie strade e sentieri neuronici
solo orde di frasi, parole e pensieri schizofrenici:
la giusta sequenza codificata, monolitica è:
![]()
ISMI E LOGIE.
esplodiamo, in progressione, un continuum
una processione
di schegge pazze di pensiero umano
idee e parole, una fiumana
ismi e logie
pezzetti di verità sole, mescolate
in mosaici di bugie, vere!
quanto è vero Iddio e quanto lo sono io ---- NIENTE!
Fascismo, Nazismo e Comunismo
reazioni al nulla, del nulla clonazioni ---- KAPUTTT!
e resistono ancora sparute sacche,
ridicole
di antichi miti e credi antichi
la Chiesa Cattolica, Patria, Dio, Famiglia
che pateticamente resistono, frenano invano
storpi burattini e con loro i Giacobini
il vortice del nulla ---- FOTTUTI!
e a tutto questo un ben servito
logico? razionale? demenziale? vero? ---- VEDI SOPRA.
Liberalismo che vuol dire tutto (niente)
ed è un semplice "ismo"
sconfitto anch'egli più degli altri
dolce culla dell'amaro nulla.
c' è una reazione? chi se ne frega,
tanto prima o poi muori,
muoiono, morite, muoio,
non c'è, allora è il nihil,
insieme vuoto degli insiemi vuoti.
voi fate quel che volete,
io continuo scivolando
per tutti!
( in una logica di mercato
forse dovreste pagarmi )
poveretti: vi ingannate, lo sapete e ci ---- GODETE.
SEZIONE NON-POESIA
COME LEI, L'ACQUA.
Come lei, l'acqua che scivola lesta
lungo torrenti e lungo ruscelli,
dagli erti picchi alle strette valli
e scende giocando come farfalla
nel bosco bello e la gran foresta,
così la mia vita scorre via, vola
verso il mare che è la morte
dove tutto si mesce e più nulla
di certo scopre vivo intelletto.
E come piccolo rivo di fonte,
che, unendosi ad acqua vicina,
ama e amando genera fiume
che è poi sempre anche lui stesso
destinato al mar ner cimitero,
anch'io amo e amando scorro
per il sentiero della mia vita.
Prima allegro, poi forte e grande,
dopo pacato e assai esperto,
lento, stanco, ma gaio del passato
del detto e fatto ormai appagato
alfine giungo da dove son venuto.
Così riposo cullato dalle onde
e al tutto e al nulla si mesce
quello che son stato e si fonde
col ner sciabordio del mare morte.
PIOVE.
L'uomo nasconde
al suo interno
lacrime affrante.
Gli occhi secchi
vedono che piove,
il cielo piange
ciò che si nasconde.
SOLE.(1994)
Tu splendi, appari perfetto
all'occhio di ogni uomo
e di ogni donna della terra,
anche lei tua figlia,
forse prediletta.
E noi ci rivolgiamo a te
stella, una fra le tante,
ma per noi la più bella
affinché scaldi i cuori
così che inseguan più
arte e gioia
MORTALITA'.
Senti? Ascolta! Quella voce cos'è?
Un grido, come un tonfo entro te.
Sconvolge tutto, non si capisce dov'è,
una voce rauca che viene sempre con te.
Urla una parola che non si confonde,
il significato a tutti è chiaro
ad altro sentire mai si fonde
ciò che ricorda non per pochi amaro.
Ma poi tutti vivon in funzione d'essa:
sia pessimista che ottimista e ignavo.
E la mente che ignora penso sia fessa,
non capisce questa vita da schiavo.
Schiavo di illusioni e fantasie
non si chiede che cosa o chi sia,
penso neanche con blando poetare,
come faccio or io, che oltre ci sia
Alla vita schifosa da verme
in un mondo che è briciola certo
in quel labirintico nido di tarme
ch' è l'universo di stelle coperto.
Sono ormai pochi a credere all'oltre,
che purtroppo non c'è, ma solo la morte.
PASSIVITA'. (1993)
Io odio
la passività
che ti si appiccica addosso, vischiosa,
con le sembianze dell'ozio.
Che ti carezza, ti lusinga
che si giustifica, patetica,
con considerazioni di tal risma:
"La vita, tanto, è lunga!".
La odio su di me, principalmente,
ma anche sugli altri,
l'uomo demente.
Passività, droga bastarda
l'azione intacchi
il pensiero s'attarda
e si gonfia il ventre flaccido
dell'uomo deficiente
stupido animale incosciente.
Stefano Wulf
MISCELLANEA di poesia e di non poesia.
Diverse pubblicazioni
Italia, Anni Novanta

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