NONNO
NOCE e i
Ciliegini

 

 

NARRA
FICTION
CONTE


 


 

 

 

 

 

 

NONNO NOCE E I CILIEGINI

SGRRRIIIIIIIIIIII, FRAAAAAAAAIIIIIIIIIIIZ, VROMVROMVROMVROM, FRRRRRRRRRIIIIII, questi sono i rumori che si accavallano dentro il moderno capannone, dove macchine, seghe, torni e così via quotidianamente macinano, levigano, modellano, tranciano. E poi segatura, e segatura e segatura grezza, fine, leggera, pesante e sempre segatura chiara, scura, sbiadita o colorita.

Prima d'entrare nel cortile, a lato del cancello, campeggia una bella insegna, in legno, con le lettere dipinte di rosso fiammante, belle grandi che si vedono anche da lontano. Questa è la fabbrica di Gianni, con lui lavorano sette o otto operai. Questi, oggi, provengono un po' da tutto il mondo. Del resto Gianni vende i suoi prodotti in tutto il mondo.

Giorno per giorno, con alti e bassi, tutti intorno al legno SGRRRIIIIIIIIIIII, FRAAAAAAAAIIIIIIIIIIIZ, VROMVROMVROMVROM, FRRRRRRRRRIIIIII.

Dietro al capannone moderno -che non è fra i più grandi, ma neanche fra i più piccoli, in ogni caso Gianni ne è orgoglioso- c'è una vecchia casupola in legno e lamiera.

E' vecchia, con i vetri delle finestre rotti e scuri per la polvere. Quando tira un po' di vento è tutto un cigolìo e uno squittìo di metallo, legno e fronde. Sì, fronde, perché attorno alla baracca sono cresciute robinie e rovi, e anche sambuco e alihanti di cui si può fare poco o niente.

Sulla porta di un verde scrostato campeggia una scritta: "GIOVANNI MARANGON FALEGNAME". Ma non si tratta del nostro Gianni, che adesso è in ufficio a trattare per spedire qualche camion di sedie in Ucraina. Questo Giovanni è il nonno. Sì, perché il nonno faceva il falegname, mentre il papà di Gianni ha lavorato a lungo in ferrovia, per poi aiutare, con la liquidazione e con i risparmi, il figlio nel mettere su la nuova impresa.

Dentro questa bottega di falegname troviamo tante ragnatele, strane cinghie e ruote, ingranaggi e lame arrugginite, un grosso bancone con delle morse che fanno impressione, qualche attrezzo qua e là, un pennello indurito che è tutt'uno con una bella massa indefinita, forse una volta era colla o vernice.

E' abbastanza buio, però alcuni fasci di luce entrano dalle fessure nelle pareti, fra un'asse e l'altra, e riusciamo così a percepire quanto sia polverosa e pesante l'aria nel locale. Così una volta qui lavorava Gianni, con pazienza artigianale e abilità ancestrale. Certo, per fare una cassapanca doveva lavorare più di un mese intero: materiale, progetto, intarsi e via dicendo.

Sul lato sinistro, da un grande buco nella parete, sono franati dentro un sacco di trucioli, un bel po' di pezzi di scarto e di materiale difettoso. Sono scarti della lavorazione della nuova fabbrica. In questo modo casuale si incontrano e mescolano il vecchio e il nuovo lavoro. Ogni due o tre giorni rotola dentro qualche pezzo scartato di recente, qualche metro cubo di trucioli, una o due carriolate di avanzi.

Questa non è semplicemente una vecchia casupola adibita a bottega, è anche la casa -in realtà tutto il mondo- di Nonno Noce. Adesso Nonno Noce sta dormendo, dorme molto tempo, a volte anche per giorni.

SBARABABABAM!

- Orpolina, ce sucedial culì! E' la fine, crolla tutto! Lo sapevo che prima o poi sarebbe capitato.

Nonno Noce apre gli occhi, svegliato dal rumore della caduta di una vecchia asse massiccia e tutta tarlata che da 35 anni non veniva mossa dal suo posto. E dopo che tutto il polverone sollevato s'è diradato abbastanza, ecco che appaiono quattro paletti ben levigati e sgambettanti che litigano fra loro.

•  Ecco, è tutta colpa tua!

•  No, non è vero, è colpa di Rametto!

•  Già, è sempre colpa di Rametto, è vero!

Tre gambe di legno stanno saltellando attorno ad una quarta, che si erge sprezzante in mezzo alla baraonda delle sorelle. Sono belle gambe eleganti, levigate, di legno di ciliegio. Quella in mezzo, ferma e imbronciata è Rametto, la più discola e irrequieta. Trotterellano intorno con fare accusatorio Fiorita, Rossa e Sordo. Ad un tratto Rametto sbotta:

•  Sì, è sempre colpa mia, fin da quando eravamo attaccate come rami al nostro bel tronco io ero l'unico che riusciva a ravvivare quella triste e monotona vitaccia. Se ricordo quella volta che siamo riusciti ad impedire di prendere le ciliege alla Siora Paoletta mi sganascio ancora dalle risate. E quando abbiamo rovesciato il vischio a quel ragazzaccio che catturava tutti gli uccellini… …siete delle ingrate, ecco cosa siete... …io vi rendo la vita frizzante e degna di tal nome e voi cosa fate, mi rimproverate e accusate.

•  No -urla Fiorita, che è la seconda con un bel caratterino- tu non ci rendi frizzante la vita, tu hai la forza di convincerci a fare cose che poi si rivelano sempre dei guai.

•  Ha ragione Fiorita -incalza Rosa-.

Intanto Sordo fa cenno di sì col capo. E Fiorita continua.

•  Guarda dove siamo capitate, solo perché tu ci hai convinte a lasciare il gruppo delle altre gambe che adesso se ne stanno bel belle dentro il capannone.

•  Cara Fiorita, se non era per me, a quest'ora non eravate a girare libere e indipendenti, eravate belle incollate a formare una sedia con altri nostri compagni, o magari eravate a sostenere un culone come quello della Siora Paoletta. E tu Sordo, smettila di far di sì con la testa sia quando parlo io sia quando parlano Fiorita e Rossa.

Sordo, come risposta, fa tre bei sì con la testa.

Scoppia la rissa, Rametto picchia Sordo che come al solito produce un rumore cupo e basso -non per nulla si chiama Sordo-; Fiorita cerca di fermare Rametto, Rossa diventa scura.

•  Alore, cumò vonde! Smettetela!

La voce baritonale e decisa di Nonno Noce lascia impietrite le quattro gambette che, sospesa la rissa, non riescono neanche a urlare per la paura. Sordo e Rossa si mettono dietro a Rametto e a Fiorita, le quali tremano ritmicamente come le altre due compagne… …sembra che, tutte insieme, stiano facendo un tip tap, invece è paura pura quella che pervade le fibre di ciliegio di cui son composte. La voce misteriosa, proveniente da un angolo buio, si fa sentire nuovamente.

•  Oh, adesso va meglio! Perché quattro giovani ciliegini come voi devono perdere tempo a litigare invece di godersi la vita… …beh, però, se ci penso bene quando ero un giovane ramo di noce anche io litigavo spesso e volentieri con i miei compagni.

Allora Fiorita, preso un po' di coraggio grazie ad una pacchetta di Rametto -il quale è sì sbruffone e discolo, ma

anche un po' meno coraggioso di Fiorita (ma non ditelo in giro che si arrabbia)- chiede con voce tremula:

•  Mi scusi signore, se ho capito bene anche lei è di legno come noi… …mica vorrà farci del male? Siamo quattro povere giovani gambette di sedia, anche noi siamo di legno… …la solidarietà vegetale….

E tutte e quattro le gambette non reggono alla tensione ed esplodono in un pianto-lamento assordante:

•  La preghiamo… …non ci uccida! UEH UEH UEH… …siate buono.

•  Basta! Mi fate esplodere la testa e mi perforate le orecchie! Cosa vi siete messe in testa, mica sono un tarlo gigante o un fuoco oppure un fungo parassita. Sono un pezzo di legno anch'io…

E così Nonno Noce salta fuori dal cono d'ombra che lo ha nascosto fino a quel momento e si mostra in tutta la sua dignità di vecchia e massiccia decorazione da cassapanca, un po' tarlata, un po' sbiadita ma ancora nel pieno delle forze. Nonno Noce è più basso dei ciliegini, però è più solido e largo. Poi i ciliegini hanno ancora addosso una aria, una atmosfera da boschetto verdeggiante, invece il Nonno odora di chiuso e stagionato, quasi antico.

•  Signore -sbotta Rametto un po' riavutosi dal tip tap incontrollabile- ci ha proprio spaventate, adesso ci deve chiedere scusa. E poi, noi non prendiamo ordini da nessuno e se abbiamo voglia di litigare e picchiarci lo facciamo.

Sordo annuisce ripetutamente e mima Rametto cercando di stare ben dritto e mostrandosi coraggioso quanto il compagno. Rametto per un attimo gli lancia una occhiata assassina, ma poi si concentra su Nonno Noce. Intanto Fiorita, quella che per prima aveva parlato, tranquillizzatasi dopo aver scoperto l'identità di quel vocione profondo e autorevole, riprende la parola.

•  Rametto, mi hai proprio stufata! Non solo ci fai finire nei guai, non solo sei sempre quello che fa scoppiare le gazzarre, ma adesso ti comporti da gran maleducato… …la prego, signor… signor…

•  Nonno Noce, per servirvi!

•  La prego Nonno Noce, ci scusi se l'abbiamo disturbata… ….Rametto, non capisci che questa è casa sua e noi ci abbiamo portato una baraonda infernale.

Sordo annuisce con maggior velocità e convinzione del solito.

 

- Umpf -replica Rametto col tono da braccia conserte-; sì solo col tono, perché le gambe di sedia non hanno braccia, e intanto cerca di dare un calcione a Sordo, anche se le gambe di sedia non hanno piedi. E Sordo corre a ripararsi dietro Nonno Noce.

•  Insomma, giovani ciliegini… …io mi sono presentato ma voi no, del resto ho già capito che tu sei Rametto e tu sei Fiorita, quello che mi si agita alle spalle è Sordo e tu… …

Solo a quel punto Nonno Noce e i tre ciliegini vicini a lui si accorgono che Rossa è sparita.

Iniziano a chiamarla, a cercarla, ma non c'è nessuna risposta. Ad un certo punto Sordo, che non è sordo ma è muto e si chiama così per il suono particolare che fa quando viene picchiato da Rametto o quando sbatte da qualche parte, si accorge di un mugolio che proviene da un mucchio di vecchi stracci impregnati da schifezze varie.

Fiorita, Sordo e Nonno Noce spostano velocemente gli stracci ed ecco che appare Rossa.

•  Oh, grazie ragazzi. Stavo quasi per soffocare.

•  Ma come hai fatto a finire lì sotto?

•  Beh, mentre stavate parlando mi aveva incuriosita quella grande ruota appesa al soffitto e per vederla meglio mi sono spostata camminando all'indietro e pataffete, ho urtato una mensola e mi sono franate addosso tutte queste stoffe puzzolenti e pesanti… …uffa, sono tutta macchiata e unta.

•  Coraggio Rossa -dice Nonno Noce- non preoccuparti che con una bella lucidatina tornerai come nuova… …mica avrai paura di essere lucidata.

•  No, no, mi piace, mi fa il solletico -risponde Rossa con un sorriso-.

 

Tutti sorridono… …ma ecco che una voce reclama aiuto.

•  Fiorita, Sordo… …Aiutatemi! Sono qui! Sono incastrata!

•  Rametto! -gridano tutti insieme-.

E via di corsa verso l'angolo dove c'è il grande grumo di colla e mastice, e lì vediamo Rametto, la gambetta di ciliegio più sbruffoncella, bella invischiata con l'adesivo.

•  Dai, non state lì a ridere come dei polli, aiutatemi!

•  Adesso, adesso -risponde Fiorita cercando di trattenere a stento le risate che invece fanno agitare velocemente la pancia a Sordo, Rossa e Nonno Noce- però sei così buffo, sembri uno stantuffo di un motore .

 

Liberato Rametto con un po' di trielina -che puzza!- Nonno Noce si premura di avere i quattro ciliegini ben vicini a sé e inizia a parlare con tono serio:

•  Sentite ciliegini, va bene che siete giovani e pieni di vita, ma cumò veramentri vonde! Non ho mai visto nessuno mettersi in così tanti guai nel giro di così pochi minuti: l'asse, il litigio e la rissa, gli stracci, la colla… …non mi ha ucciso il tempo con tutti i suoi acciacchi in ben cinquant'anni e volete farmi morire voi nel giro di un quarto d'ora? Basta! Perché siete così agitati e nervosi? Parlate con me, magari posso aiutarvi… …farvi calmare… …e finalmente tornare a riposare o a dormire in pace nel mio comodo angolo buio.

•  Beh, veramente… -ma Rametto non continua-

•  Sì, in realtà… -e anche Rossa si ferma-

Sordo guarda in alto e non fa sì sì come al suo solito.

•  Ecco, come al solito sempre a me i compiti più difficili o ingrati. Vedi, Nonno Noce - inizia Fiorita - io penso che Rametto abbia ragione su un punto. Penso che lo abbiamo seguito fuori dal capannone perché sotto sotto non abbiamo tanta voglia di finire prigioniere, cioè incollate agli altri pezzi che formano una sedia.. …e poi se pensiamo a tutta la fatica per tenere su un culone magari come quello di Siora Paoletta…

•  In più -si scioglie Rametto- abbiamo paura perché non sappiamo dove ci manderanno!

•  Già, chissà dove! E chissà come ci tratteranno! - piagniucola Rossa -.

E Sordo scuote in senso affermativo la testa, questa volta senza ricevere alcuna attenzione da Rametto.

- Vi capisco, e sì come vi capisco.

Allora Nonno Noce, un po' rattristato, inizia a raccontare la sua storia ai quattro monelli.

•  Non dovete meravigliarvi se vi dico che vi capisco… …pensate forse che io, Nonno Noce, non sia stato una volta giovane come voi? Lo sono stato, eccome! In più avevo un problema simile al vostro, anzi direi quasi uguale.

Rossa, Rametto, Sordo e Fiorita si mettono zitti e buoni ad ascoltare.

•  Vivevo felice insieme ai tre miei fratelli maggiori ben fisso al tronco di un noce che dominava dall'alto di una collina tutta la pianura. Che noci! Che noci! Quando era l'ora tutti i bambini del paesetto vicino venivano a raccogliere le nostre noci, grandi quanto una palla da tennis. Una mattina arrivarono tre uomini con un arnese che faceva un frastuono incredibile… …in seguito seppi che si chiamava motosega. Così il nostro albero venne abbattuto e i miei fratelli ed io, ben ripuliti dalla ramaglia più piccola, fummo accatastati insieme ad altri rami della nostra taglia. Ci portarono in un grande deposito e lì ci lasciarono stagionare lentamente, stando ben attenti che non ci screpolassimo. Alla fine il legno del nostro albero venne sparpagliato un po' per tutta la zona. Per fortuna noi, quattro fratelli, riuscimmo a restare uniti e capitammo proprio in questa vecchia baracca, che però allora era un gran bel laboratorio… …il laboratorio di Giovanni il marangon. Lui ci aveva comprati per fare gli angoli intarsiati di una cassapanca. Così ci lavorò per giorni e giorni, e alla fine, dopo che alcune parti di noi furono usate per le gambe di una sedia, rimanemmo sempre in quattro, tutti con la forma che io ho ancora oggi. Io ero il più giovane dei quattro e stavo sempre ad ascoltare le discussioni di Alto, Bozzo e Grosso, gli altri tre miei fratelli. Loro avevano a lungo parlato di cosa ci sarebbe successo: dove andremo? ci tratteranno bene o male? e se ci metteranno in una buia cantina o in una soffitta polverosa e piena di tarli? Alla fine, però, si decise di accettare di far parte della cassapanca che Giovanni stava costruendo. Però la notte prima che Giovanni ci fissasse definitivamente alla cassapanca, io, vinto dalla paura e con tutte le parole della discussione precedente che mi rimbombavano nel cervello, decisi di non farmi attaccare al mobile… …così mi nascosi ben bene.

Per più di una settimana Giovanni mi cercò ovunque, imprecando e dicendo tante di quelle parolacce che non posso ripetervi.

A Sordo scappa un po' da ridere e Fiorita gli dà una gomitata nel fianco, così smette subito.

•  I miei tre fratelli mi chiamavano, ma non potevano cercarmi perché ormai erano ben attaccati alla cassapanca. Alla fine Giovanni si rassegnò e lavorò un altro pezzo di noce per fare l'angolo mancante della cassapanca. Io rimasi per sempre nella bottega di Giovanni cambiando ogni tanto nascondiglio.

•  Allora abbiamo fatto bene a scappare ! Grida Rametto tutto orgoglioso.

•  No! -grida Nonno Noce facendo tremare i quattro piccoletti che lo stanno ascoltando- non avete fatto bene. Che vita pensate che abbia trascorso… …sempre da solo, lontano dai miei fratelli… …senza la possibilità di vedere qualche parte nuova del mondo… …sempre attento a non farmi trovare per paura che mi bruciassero o che mi usassero come base per martellare o trapanare… Poi chiusero la bottega di Giovanni, e io, ritrovata un po' di pace, mi rassegnai a restare qui, dormendo la maggior parte del tempo per non annoiarmi e per non disperarmi… …Cosa pensate, voi siete i primi con cui parlo da chissà quanti mesi… …volete forse fare la mia stessa fine?

 

I piccoli ciliegini tremano tutti all'unisono, Rossa impallidisce, Sordo scricchiola, Fiorita si fa piccola piccola e Rametto cade steso a terra.

•  Vi prego, datemi retta, ripensateci… …non esistono poi tante come Siora Paoletta a questo mondo… …magari si siederà sulla vostra sedia una giovane e allegra bambina, oppure una principessa, o anche un vecchio nonno.

I ciliegini confabulano un po' fra loro, un po' litigano, Fiorita e Rametto fanno un po' a spadaccini, poi tutti vanno vicino a Nonno Noce per baciarlo e ringraziarlo… …e senza voltarsi zompettano via con l'intenzione di ritornare dentro al moderno capannone.

Allora Nonno Noce, contento ma anche triste, torna a cercare un bell'angoletto in cui mettersi a dormire. Ormai lui si è abituato da tempo a stare in pace e tranquillo dentro quella bottega e ha solo paura che un giorno all'altro crolli… ….si sta già assopendo… …già già… ...quando...

SBARATABAM!

•  Basta, Sbilenco, fai sempre danni -sentenzia Flessibile sgridando il fratello che per uscire ha fatto cadere un vecchio arnese-.

•  E tu mi dai sempre contro!

•  Ma siete proprio incorreggibili -sbotta Sonoro- sbrigatevi invece!.

Joi! I tempi son cambiati… …produzione a ritmi serrati. Altro che solo e in pace! -pensa tra sé e sé Nonno Noce ridacchiando un pochino nel vedere litigare quattro bei giovanetti pezzi di rovere e preparandosi all'ennesima entrata in scena di future altre giovani vite da indirizzare e consigliare-.

 

 

 


 

 


 

Stefano Wulf

Italia, 2001.

 


 

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