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PRIMO ATRIO, ENTRANDO.
1)
GIARDIN GRANDE, ULTIMA TAPPA PRIMA DEll'ARRIVO.
Strane posizioni s'alternano, l'un l'altra,
due esseri anonimi da cui elucubrazioni
s'infiammano di colpo, senza guida, adolescenti:
goffi amori con cui la natura non s'è già fatta scaltra
occupano allegramente i pietroni/panchine pubbliche.
Rassegnato procedo marziale fra voyeurs pensionati.
2)
PORTALE CIVICA, ORE 15:00.
Simulazioni logorroiche di menti profane
greggiano all' uscio entrando.
La mangiatoia è ricca e nutrita
di lettere: cibi freschi e stagionati.
Ma pochi dispongono di dentatura mentale
atta ad una corretta masticazione
preliminar d' una serena, si sa, digestione.
Distributori ideologico-fantastici
espellono ritmicamente ai più consapevoli
amari, bicarbonati e sciroppetti.
3)
Estraneo entrai in luogo per me nuovo.
Ma non trovai deserto, bensì estranei
che s' erano ormai assuefatti
all'estraneoluogo/lungo/sentiero:
passerella obbligatoria
fatta di occhiate e di visioni estranee.
Entrai estraneo e compresi l'essenza del tutto:
estranei in luogo estraneo l'un l'altro estranei.
-smarrii l'obiettivo per cui ero entrato-.
PRIMO SGABUZZINO.
4)
L'ATTIVITA' RITROVATA.
Polveri vecchie ma non antiche
proseguono l'invasione sistematica
di epidermici fori capillari.
Uno pseudo-storico s'allieta
a incuriosire falsi studenti passanti,
con goffi pantaloni, zampa d'elefante
e lenti deformanti su consunti quotidiani.
STANZONE/REFETTORIO
5)
Seduti da ore allo stesso desco
di lettere, figure e foto più o meno
dignitose, belle o importanti,
non ci accorgiamo che i nostri
effluvi, secrezioni ed esigenze animali
a madornali errori ci hanno condotto;
comunque per chiunque giustificabili ovunque
d'ossigeno a causa dell' aer rarefatto.
Una volta ripresomi grazie ad una finestra...
Depenno rigoroso il risultato del mio mal di testa.
6)
Tintinnano monetine famelichedi cambi maliziosi e costanti.
Furtivamente escono dalla sala centrale, vogliosi
per poi rientrare con prede alla mano
o stomaci dilatati: utenti, signore e studiosi.
A volte qualche briciola rivela che la pausa
è stata più che fruttuosa, golosa.
7)
SALONE CENTRALE.
Femminile entrata tra maschili spalti.
Tessuto giallo teso allo spasimo da pressioni endogene,
lungo flussi che si biforcano simmetrici e carnali.
Parlano molti occhi: "Ci attrai, non materna!".
8)
LUNEDI' MATTINA: A NEW WEEK OF WORK.
Scorbuticamente -personalità autoritaria-
feci l'errore d'ottenere spazi vitali
tramite applicazione acritica del regolamento.
Avresti potuto pensarci anche tu,
ingombrante utente "altro" fuori posto,
vedendomi con quel peso spropositato!
Io acido, tu tonto maleducato.
Cronaca della nascita d'una potenziale inimicizia.
Unica attenuante: era lunedì.
SECONDO SGABUZZINO.
9)
VENERDI',GIUGNO POMERIDIANO.
Stanchi, pesanti e ritmici passi
d'un discreto affollamento
producono onde sussultorio/ondulatorie
all'altro capo del nostro universo
- borgesianamente bibliotecario -
sconvolgendo scricchiolanti assi.
Rido per le potenzialità antisismiche
come un folle tra me e me demente e sghignazzante,
dell' edificio centenario, sicuramente rido.
10)
Strani esseri bipedi accoccolati
per ore in scatoloni edifici
sollevano istintivamente in un anelito globale
sessualmente acritico -omo e/o etero-
occhi, testa e zone erogene
all' entrata di qualsiasi animale
dall' esterno proveniente: bipede.
Effluvi di Primavera/Estate ormonale portati
fra asettiche scaffalature-torture
producono questi molteplici effetti.
11)
Sconvolti dai fumi del sapere umano,
con volti non più umani ma animali
si affacciano bovi e annaspano triglie.
E io non faccio che accrescere il branco.
Adesso occhiate interroganti e amorfe
sgorgano pure da me: pensante omologato.
IL BAGNO.
12)
DOPO UN ANNO E QUATTRO MESI: LA CRISI.
Mi ritrovo come un pirla, a giudizio di massa
a passare - potenziali bellissime- ore qui dentro.
This is the question: lettere vita o lettere cassa?
TERZO SGABUZZINO.
13)
Floppano, scorrono, sbattono, suonano.
Esistono rumorosamente e meravigliosamente
per torturare noi poveri ingenui
tecnologicamente arretrati.
Famiglia: celluloidi
Genere: film
Specie: micro.
14)
SERVIZIO INTERNO FOTOCOPIE.
Sfrigolanti rulli gommati s'accompagnano
a brevi e inconsulti sprazzi fotonici.
Incuriositi sicuramente i fantasmi/autori
che permeano stampe e manoscritti
- quattro, cinque, sei, settecento -
dall' aroma fungina e polverosa,
danzano galileianamente attorno all' oggetto
e non canticchiano: "foto - foto - fotocopia!".
Ma ripetono pedissequamente o quasi
un dantesco, rivoltante e allibito
"Pape Satàn, pape Satàn aleppe!".
15)
GIORNATA ESTIVA DI RISTRUTTURAZIONE FACCIATA.
Un giorno apparvero come angeli dal cielo.
Tutti l'un con l'altro diversi -edili-
ma intenti ad un solo obiettivo -edile-.
Dapprima uno scheletro ferroso e geometrico
si parò innanzi al nostro occhio primo.
In seguito una cataratta biancastra
bloccò le radiazioni luminose che passavano
solitamente da quella che in genere è detta finestra.
Oggi, un po' più ciechi, ringraziamo
le imperscrutabili vie dell' assurdo destino
e godiamo trepidanti e grondanti
del nostro personalissimo effetto serra.
L' UFFICIO RECLAMI o SALETTA 8 BIS.
16)
In saecula saeculorum...
Maledetta sii tu e i tuoi simili
scheda d'ingresso -verdognolo apatico-.
Oggetto e soggetto di me paranoico
sognante disperato e sconvolto
studente in ricerca coatta a frequenza perenne.
Lascio ormai d'inchiostro disarticolati segni
alfa-numerici di codici arcani.
No, non possono farmi impazzire così.
Ringraziai forse eccessivamente
- bacia mano e bacia piede - il fido Toni,
unica mia spiaggia di salvezza mentale:
"Da Toni TIMBRI PERSONALIZZATI".
17)
CITAZIONI CITABILI.
Rivolgendosi al poveraccio dei Messaggeri
della saletta in gergo "fotocopie"
e ufficialmente pro forma "periodici".
Il vecchietto ironico genealogicofrugante
simpaticamente: "Ma lei anche dorme, qui?"
Il di vecchia data conoscente para-amico:
"Oh, scusa se non ti ho salutato
ti ho confuso con l'arredamento!"
Salutai tutti cortesemente caricando armi e bagagli
e optai per un pomeriggio di pausa, cagionata più dal timor
di diventar macchietta patetica, che da sonno e sbadigli.
18)
Perso in meandri quasi medieval-letterari,
da "Nome della Rosa" cinematograficamente,
mi dispero sconsolato per mancanza evidente
dell' Emme Vi marzo quarantasette, mò son amari.
Tesista sfigato si accascia sull'uscio,
sopra gradini marmorei incandescenti
dopo aver verificato dal direttore che:
in effetti quel quotidiano è conservato solo a Udine.
Un tempestivo obiettore mi segue nella
ennesima ricerca certosina, spossante.
A naso riscopriamo periodici rilegati
fra i quali il mefitico plico assente.
Scosso da convulsioni di gioia ringrazio
quella che per me è un' angelica presenza
e radicalizzo la mia posizione politica:
Affanculo chi è contro l'obiezione di coscienza!
SECONDO ATRIO, USCENDO.
19)
CANTO DI CHIUSURA.
Accademicamente pedante, mi galvanizzo
pensando a innumerevoli note che potrei
pignolo a commento allegare a 'sti versi.
Rinuncio pietoso e un po' struzzo.
Pietoso verso voi lettori, non rei.
Struzzo timoroso, pazzo per i numeri persi,
d' offrirvi ancor camionate e vagonate
non di poesie e armonie, ma di …....
-per la parola scusate!-
Frammento finale: far tesi fa male!
Stefano Wulf
Stefano Wulf
19 poesie situazioni da BIBLIOTECA CIVICA
Collana di poesia contemporanea
LimesPoeticoForumjuliensis XX°-XXI
C.d.S.A ESPRESSIONE EST
Udine, 2000.
19 poesie situazioni da BIBLIOTECA CIVICA
COMUNICATO STAMPA DIFFUSO PER LA NONPRESENTAZIONE DEL VOLUME.
Udine, 27.06.2000
COMUNICATO STAMPA:NONPRESENTAZIONE DEL PRIMO VOLUME DI UNA COLLANA DI POESIA CONTEMPORANEA IN FRIULI.
Il giorno 31 giugno 2000 presso il NONPub Utopia, in Via Gorghi 2 e 1/2 a Udine sarà NONpresentato dal Prof. Giovanni Ferracuti, Presidente del Circolo Espressione Est, il libro di poesia di Stefano Bulf intitolato 19 POESIE-SITUAZIONI da BIBLIOTECA CIVICA.
Il libro del giovane artista udinese, conosciuto sia per l'attività di scrittore sia per l'attività di pittore-scultore-assemblatore-installatore, è il primo della collana di poesia contemporanea LimesPOETICOForumjuliensisXX°-XXI°.
La collana è curata e distribuita dal Circolo di Studi Artistici&Sociali Espressione Est di Udine e il libretto di Stefano Bulf rappresenta il numero NONzero del progetto editoriale che vedrà tre o quattro NONpubblicazioni all'anno.
L'autore NONleggerà le 19 poesie-situazioni NONaccompagnato dal basso di Gigi Patruno e NONsupportato dalle voci di Arianna Romano e Gregorio Grasselli.
La cittadinanza tutta è pregata di NONpresentarsi al NONPub Utopia puntualmente alle ore 21, 18 minuti e 36 secondi. Grazie.
BREVE NOTA INTRODUTTIVA (posta in coda!) SULL'OPERA ARTISTICA DELL'AUTORE.
"…E' un compito arduo, quello di poter classificare la "scrittura" di Stefano Wulf in una rubrica chiara, perché a volte sfugge alla maggior parte degli schemi…" (A.Derouì, 1997).Dunque interessarsi alla scrittura -ma anche alle opere di arte visiva- di Stefano Wulf è sempre una esperienza strana. Infatti si tratta di un autore che se, da un lato, fornisce al suo pubblico alcuni appigli interpretativi costanti, dall'altro è capace sempre di spiazzare anche i suoi più assidui frequentatori.
Una pluriennale attività artistica gli ha permesso di sedimentare un sistema di concetti (corredato da simboli e da metafore a cui viene affidata la trasmissione e la comunicazione sintetica degli stessi), una serie di linee tematiche, una serie di strumenti tecnici ed espressivi che, nel loro complesso, sono ormai giunti a delineare uno stile personale; e questo fatto ci rassicura nell' incontrare e nello sperimentare la sua produzione.Però Stefano Wulf è operatore eclettico, scivola tranquillamente da piano a piano, da tematica a tematica, da tono a tono. Si impegna, ad esempio, nel creare contemporaneamente lavori caratterizzati da forte spessore filosofico e opere che dissacrano questi stessi lavori come pure il meccanismo sia intellettuale sia creativo che soggiace loro.
Ho avuto la fortuna di assistere in prima persona a come questo artista lavora: per qualche minuto si applica con grande impegno e sofferenza… …si ferma… …poi si riposa… …scatta infine per creare l'antitesi ironica e dissacratoria del prodotto a cui poco prima stava dedicando tutto se stesso, riprende allora la via faticosa del lavoro precedentemente lasciato in sospeso e solo in apparenza più serio e più importante.
Se parliamo di arti visive, vediamo come si adopera per ore su una tela di cui ha programmato ogni momento esecutivo (rigore progettuale) e il suo adoperarsi viene interrotto dallo schizzo di una caricatura o di un bozzetto che daranno vita a giochi-opere la cui funzione essenziale è autocritica, autoironica e soprattutto antiromantica.
Se parliamo di letteratura, vediamo come si adopera per ore e ore a cesellare le pagine del suo ultimo racconto e il suo adoperarsi viene interrotto dall' epigramma o dal gioco di parole così da spezzare la tensione, così da svuotare la scrittura da ogni pretesa troppo seriosa.Stefano Wulf è indubbiamente un autore contraddittorio, alla ricerca di una soluzione che dia la sintesi dei molteplici fattori che producono in lui attrito e sfasamento; fattori artistici, filosofici, politici.
Ma la realtà è di per sé molteplice e contraddittoria, così che la lotta del nostro autore risulta persa in partenza. Importante per noi, suoi attenti lettori e fruitori, è che egli non rinunci mai a continuare a combattere questa sue battaglie interiori; infatti i frutti che nascono da questa sua guerra, da cui non può che arrivare una sconfitta preannunciata, sono veramente interessanti e artisticamente validi.
E come ho già scritto nel giugno del 1998 per introdurre la Ambientazione/Narrazione "ENERGIE VITRALI / ENERGIE VIRALI" di Wulf ( lavoro che ha riscontrato un buon successo sia di critica -Prima pagina de IL GAZZETTINO - sia di pubblico ), non posso che riconfermare che "…nell'ambito del panorama friulano dei giovani emergenti, ma non solo, che si cimentano nelle arti letterarie e nelle arti plastico-visive, volenti o nolenti bisogna necessariamente affrontare, per lodare o per biasimare, per criticare o per condividere, il percorso di ricerca iniziato da Wulf.
Non fare ciò significherebbe omettere per miopia un tassello importante dell'esperienza artistica friulana contemporanea".
Con questa breve raccolta tematica di 19 pezzi poetici per l'ennesima volta Stefano Wulf ha spiazzato i suoi lettori affezionati, seguendo il piano dell' ironia, della critica, dell' autocritica, del gioco letterario e soprattutto della fustigazione dei costumi e delle abitudini di quel variegato universo composto dai frequentatori assidui delle Biblioteche pubbliche, universo in cui, del resto, si colloca anche l'autore.
Per coloro che invece per la prima volta ne gustano la scrittura, rimane l'avvertimento che questi 19 pezzi sono rappresentativi di un unico e preciso genere fra quelli in cui Wulf si è cimentato e si cimenta; un assaggio gustoso e beffardo dell'eclettica e variegata attività letteraria di questo autore friulano.
Sergio San Isìdro.
Barcellona 1998.
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